mercoledì 23 agosto 2017

Forse la poesia è fatta di queste cose...

Il Sud 

Da un tuo cortile aver guardato
le antiche stelle,
dalla panchina in ombra aver guardato
quelle luci disperse
che non so ancora chiamare per nome
né ordinare in costellazioni,
aver sentito il cerchio d’acqua
nel segreto pozzo,
l’odore del gelsomino e della madreselva,
il silenzioso uccello addormentato,
la volta dell’androne, l’umido
– forse son queste cose la poesia.


Jorge Luis Borges
Fervore di Buenos Aires
traduzione di Tommaso Scarano
Adelphi 2010

lunedì 31 luglio 2017

Portami il girasole impazzito di luce

Basta un solo giorno e la qualità della luce cambia. L'aria è impregnata di un pulviscolo dorato, il giorno piano si sfila per dare spazio alla notte. Il culmine dell'estate è anche l'inizio del suo declino. Ma io chiedo al tempo solo un gesto: portami il girasole impazzito di luce.

domenica 11 giugno 2017

quando già il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che l'estate è vicina

Non sono abituato a momenti di silenzio così lunghi e intensi. Vorrei uscire, respirare aria fresca.
Pian piano mi quieto. Percepisco il mio respiro, il cuore che batte. Dopo un po' affiora un'immagine lontana. Risale dal profondo il mio volto di bambino, scorgo negli occhi innocenti il sogno che fin da piccolo porto nel cuore. È ancora vivo e comprendo che non ci ho mai fatto seriamente i conti. È strano che si ripresenti proprio qui. In pustinia si fa strada con forza. L'immagine sono io, è il volto più segreto di me stesso. Antonella riapre gli occhi, solleva la testa. Un forte bisogno di parlare mi spinge a raccontare il mio sogno. Riesco a dargli voce, a nominarlo liberandolo un po' dalla nebbia che lo avvolgeva, ma sono solo poche parole. Non so decifrare bene le emozioni, le sensazioni, non aggiungo altro. Antonella mi guarda e bisbiglia: «Bisogna fidarsi delle intuizioni che sgorgano dal silenzio. Lo Spirito parla nel cuore quando le voci esteriori si quietano». Rimaniamo in silenzio ancora per alcuni minuti, poi lei mi porge il Vangelo e mi invita ad aprirlo. «Adesso, se vuoi, puoi leggere il brano che ti cade sotto gli occhi. Il silenzio parla attraverso la Scrittura. Vediamo cosa ha da dirti».
Sfoglio qualche pagina fino a che il mio sguardo si ferma sul Vangelo di Marco, capitolo XIII, versetti 28 e 29. «Dal fico imparate questa parabola: quando già il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che l'estate è vicina; così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte». Subito penso che l'estate è vicina. Che il mio sogno sta prendendo corpo. Non è più un'immagine evanescente, l'ho nominato, ha trovato posto nella mia coscienza. Sta maturando in me l'anelito custodito nell'anima. Ci raccogliamo di nuovo. Una dolce speranza si fa spazio dentro di me, comincio a credere con fiducia che il mio sogno diventerà presto realtà. Avrei altre cose da far emergere. Le sento muoversi, agitarsi. Come se questi lunghi minuti di silenzio avessero fatto saltare un tappo. Avverto una massa oscura che vorrebbe uscire per farsi conoscere, ma mi placo, per oggi può bastare. Non penso più a nulla. Sento la pace dentro di me.

Antonella Lumini e Paolo Rodari 
La custode del silenzio
Einaudi 2016

domenica 4 giugno 2017

Una biografia del desiderio e della nostalgia

L'ombra del passato è formata da tutto quello che non è mai successo. Invisibile squaglia il presente come la pioggia col calcare. Una biografia del desiderio de della nostalgia. Ci guida come un campo magnetico, una forza che che torce lo spirito. È per questo che si resta turbati per un odore, una parola, un posto, per la fotografia di un anno montagna di scarpe. Per l'amore che chiude la bocca prima di gridare un nome.
Non ho assistito ai fatti salienti della mia vita. La parte più intima della mia storia deve essere raccontata da un cieco, un prigioniero del rumore. Da dietro un muro, da sotto terra. Dall'angolo di una casupola su un'isoletta che sporge come un osso dalla pelle del mare.

Anna Michaels 
In fuga
Traduzione di Roberto Serrai
Giunti 1998

sabato 3 giugno 2017

Il paradossale desiderio di scrivere

Lo scrivere sembra dettato da un desiderio paradossale. Qualunque cosa si voglia ottenere con la penna - amore, consolazione, comprensione, significato - per raggiungere lo scopo bisogna tenersi il più possibile lontani dagli altri e isolarsi completamente, mentre in realtà quello che si desidera può venire solo dagli altri.

Connie Palmen
Le leggi
Traduzione di Daniela Vitale
Feltrinelli 1993

mercoledì 31 maggio 2017

Ciascuno nel suo modo, nessuno nel modo di un altro

«È difficile scrivere ora. Bisogna saper consigliare ma non pesare. Non far pesare le nostre vite in quelle dei più giovani. Il tempo è così diverso. Mi piacerebbe soprattutto insegnare a far sorgere qualcosa da loro stessi, ma non trovo altro che i classici. Rileggerli, spiegarli un poco. Dire che quello che non hanno risolto loro non sappiamo risolverlo neppure noi, ma dobbiamo tuttavia continuare a provare. Ciascuno nel suo modo, nessuno nel modo di un altro». 
Questa è Sandra Bonsanti, che compie in questi giorni 80 anni. Che fortuna, vivere nello stesso suo tempo.

Conchita De Gregorio Repubblica 31 maggio 2017

lunedì 29 maggio 2017

L'ordine del tempo

Le cose si trasformano l'una nell'altra secondo
necessità e si rendono giustizia
secondo l'ordine del tempo

Anassimandro


citato da Carlo Rovelli nel suo nuovo libro